L'intervento di Don Luigi Ciotti alla Conferenza Nazionale per la Salute Mentale

L'intervento di Don Luigi Ciotti alla Conferenza Nazionale per la Salute MentaleRoma, 15 giugno 2019

Pubblicato da 180gradi Web Magazine su Sabato 15 giugno 2019

I materiali della Conferenza che si è svolta a Roma il 14 e 15 giugno, presso l’Università La Sapienza e l’intervento di Don Luigi Ciotti. Questi ha evidenziato l’importanza di valorizzare la relazione sociale quale strumento fondamentale per contrastare le problematiche legate alla salute mentale e al contempo, ha ribadito la necessità di adeguati investimenti economici preventivi, per consentire ai territori di “valorizzare le risorse delle persone sofferenti” ed evitare costi molto più elevati.

Fra i documenti pubblicati: la relazione di apertura della Conferenza, gli interventi ed i report delle sessioni plenarie e tematiche e la Dichiarazione Conclusiva.  In quest’ultimo documento, rivolgendosi al Governo, al Parlamento, alla Conferenza delle Regioni e all’Anci, si richiede “di garantire la partecipazione delle persone che utilizzano i servizi, compresi i familiari, negli organismi decisionali, a tutti i livelli istituzionali”. In particolare, la Conferenza, si sofferma sui seguenti punti, evidenziando la necessità di:

  1. inserire la Salute Mentale fra le priorità dell’agenda politica, anche in relazione all’aumento della sofferenza e del disagio a causa della persistente crisi, e analizzare in modo non episodico e non formale l’implementazione delle politiche per la salute mentale istituendo l’obbligo da parte del Governo di presentare una Relazione annuale al Parlamento, anche attraverso il coinvolgimento delle forze sociali e sindacali;
  2. prevedere, già con la prossima legge di Bilancio, finanziamenti adeguati per il SSN, (oggi largamente sottofinanziato) e una dotazione per la Salute Mentale almeno pari al 5% del Fabbisogno Sanitario Nazionale (già nel prossimo Patto per la Salute), da raggiungere con un piano triennale di riallocazione della spesa;
  3. applicare il nuovo sistema di garanzia per i Livelli Essenziali di Assistenza (Intesa Stato Regioni 236/2018), inserendo uno specifico set di indicatori per la salute mentale in particolare per l’assistenza territoriale (oggi del tutto carenti) e per le persone più a rischio di abbandono (adolescenti e giovani adulti, senza lavoro, migranti, persone private della libertà personale, …);
  4. definire con specifico provvedimento standard qualitativi, strutturali, organizzativi e quantitativi per l’assistenza distrettuale per la salute mentale (come già previsto per l’assistenza ospedaliera dal decreto 70/2015) con la necessaria attenzione a quelli riferiti al personale;
  5. incentivare con precise misure modelli organizzativi di servizi di prossimità, Centri di Salute Mentale con ambiti territoriali di piccola scala, fortemente radicati nelle comunità – aperti almeno 12 ore al giorno e fino a 24 ore, 7 giorni su 7 – ad alta integrazione con i servizi sociali e sanitari, per promuovere inclusione e cittadinanza;
  6. incentivare la riallocazione delle risorse dalla residenzialità di lungo periodo verso la domiciliarità attraverso progetti di cura personalizzati sostenuti dal budget di salute;
  7. prevedere specifiche misure per il contrasto delle “cattive pratiche”, che violano i diritti delle persone in cura, con particolare riferimento alla contenzione – a partire da un preciso monitoraggio e dalla formazione degli operatori – e alle modalità inappropriate nell’esecuzione dei TSO, anche prevedendo il divieto dell’impiego del taser;
  8. promuovere un impegno delle Università per la formazione di professionisti orientata alle evidenze scientifiche internazionali, in particolare ai determinanti sociali della malattia mentale e alla territorialità della cura;
  9. ricostituire l’Organismo di monitoraggio sul processo di superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG), composto dalle Istituzioni e dalle Associazioni che in questi anni si sono impegnate nel processo, anche per garantire il rispetto del diritto all’assistenza e alla tutela della salute per le persone autori di reato (in coerenza con quanto sancito dalla recente sentenza delle Corte Costituzionale 99/2019) e promuovere protocolli tra i servizi di salute mentale e il sistema giudiziario (come indicato dal CSM nella risoluzione del 9/2018) onde favorire pratiche condivise nella presa in carico delle persone con disturbo mentale autori di reati;
  10. formalizzare luoghi e modalità per assicurare la piena partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini e delle forze sociali e sindacali negli organismi decisionali a tutti i livelli, a partire dal Tavolo istituito con decreto ministeriale e in coerenza con le raccomandazioni ONU per la Promozione della Salute nell’Agenda 2030 per gli obiettivi di sviluppo sostenibile”.

Per scaricare la Dichiarazione Conclusiva della Conferenza in PDF Clicca Qui.

Per approfondimenti e per visionare tutti i materiali si rinvia al sito della Conferenza per la Salute Mentale. Clicca Qui