L’analisi dell’impatto dell’epidemia da Covid-19 sulla popolazione straniera presente in Italia pubblicata sul numero di febbraio dello European Journal of Public Health, fa emergere un tempo di diagnosi dei casi registrati tra i non italiani, tra il 20 febbraio e il 19 luglio 2020, mediamente più tardivo di due settimane rispetto ai casi tra italiani e ipotizza la possibile relazione tra il ritardo e le condizioni di gravità delle condizioni dei contagiati nonché il ritardo della diagnosi con un più o meno elevato Indice di Sviluppo Umano.

I risultati della ricerca suggeriscono la necessità di rimuovere le possibili barriere all’accesso ai servizi sanitari e migliorare la comunicazione al fine di controllare la diffusione del contagio da Covid-19 e tutelare la salute dell’intera popolazione su uno stesso territorio, indipendentemente dalle nazionalità.

Foto